Dieta e Analisi della composizione corporea

DIETA IDEALE E ANALISI DELLA COMPOSIZIONE CORPOREA - NUTRIZIONISTA A ROMA

 

Intraprendere un percorso di dimagrimento o di miglioramento del proprio stato di salute non dovrebbe mai puntare soltanto al raggiungimento di un determinato peso corporeo ideale ma dovrebbe basarsi su un attento monitoraggio della variazione della composizione corporea.

 

PESO CORPOREO O COMPOSIZIONE CORPOREA: COSA CONTA DI PIU’ ?

 

Il peso del nostro corpo riflette indirettamente la sua composizione, quindi la quantità di osso, di muscoli, grasso, fluidi ed altro. Tutte queste componenti corporee possono variare in quantità e qualità: l’osso può essere denso o poroso, i muscoli ben sviluppati o poco sviluppati, il grasso può essere abbondante o scarso, e così via. Il tessuto più variabile è ad ogni modo proprio il grasso corporeo. Il peso corporeo, tuttavia, non ci fornisce direttamente informazioni sulla composizione corporea e sulla quantità di tessuto adiposo; per questo la maggior parte degli sforzi, al fine di migliorare il nostro stato di salute, dovrebbero essere rivolti non tanto al controllo del peso corporeo quanto al miglioramento della composizione corporea, in termini di percentuali di massa magra e massa grassa.

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DEFINIZIONE DI PESO CORPOREO IDEALE

 

Quanto dovrebbe pesare una persona? Come si può sapere se il peso corporeo è appropriato per l’altezza e per l’età di un soggetto, o se un determinato peso corporeo è correlato al rischio di sviluppare determinate patologie? Domande come queste sono piuttosto comuni, eppure le risposte possono essere diverse e complesse a seconda della persona che prendiamo in considerazione.

Il Peso ideale per la moda

Quando si pone la domanda “ Qual è il peso corporeo ideale?” le persone spesso pensano, erroneamente, alla moda. Senza dubbio, la nostra società ha definito degli ideali irrealistici per il peso corporeo, specialmente per le donne. Riviste, film e televisione, tutti trasmettono il messaggio che essere magri significa essere belli e felici. Di conseguenza i mass media hanno avuto una grande influenza sulle problematiche di peso e sui modelli di dieta delle persone di tutte le età, ma più tragicamente su bambini e adolescenti. È importante sottolineare che l’immagine corporea percepita ha poco a che fare con il peso o le dimensioni reali del corpo. Spesso anche le persone perfettamente in forma per la loro altezza, età o conformazione corporea sono insoddisfatte del loro peso corporeo, perchè si riferiscono ad uno standard di riferimento che non può mai essere oggettivo. Tale insoddisfazione può portare a disturbi del comportamento alimentare, facendo perseguire diete da fame, abusando di pillole dimagranti, perdendo di vista che l’obiettivo principale è che il peso corporeo dovrebbe rispettare le linee guida per un buono stato di salute e non perseguire modelli corporei irrealizzabili imposti dalla società. Il primo passo, quindi, per apportare cambiamenti salutari può essere l’accettazione di sè stessi e ricordare che gli standard che definiscono il peso corporeo “ideale” sono soggettivi e spesso hanno poco a che fare con la salute.

 

Il Peso ideale per un buono stato di salute

Per definire quindi quello che può essere il peso corporeo ideale per un buono stato di salute spesso ci si rifersce all’ indice di massa corporea, un valore che può individuare l’ intervallo di peso ideale per una determinata altezza. Tuttavia anche l’indice di massa corporea ha diverse limitazioni, perchè se è vero che ci permette di classificare il grado di obesità o di magrezza, non ci da nessuna informazione sulla composizione corporea del nostro corpo e quindi nemmeno della quantità di tessuto adiposo presente.

 

INDICE DI MASSA CORPOREA

 

L’indice di massa corporea (BMI) è quindi un valore che mette in relazione il peso e l’altezza di una persona, si calcola come:

 

BMI= PESO (Kg) / ALTEZZA (m)2

 

Dal valore di BMI è possibile classificare il peso corporeo come:

SOTTOPESO: se il BMI è un valore al di sotto di 18,5

NORMOPESO: se il BMI è un valore compreso tra 18,5 e 25

SOVRAPPESO: se il BMI è un valore compreso tra 25 e 29,9

OBESO: se il BMI è un valore superiore a 30

 

L’ indice di massa corporea può fornire quindi delle indicazioni piuttosto grossolane circa il rischio di malattia associato al peso corporeo, ma non ci da alcuna informazione su quanto di quel peso corporeo è rappresentato da grasso e dove è maggiormente localizzato il tessuto adiposo. Per ottenere queste informazioni sono necessarie delle misurazioni che vanno oltre il peso corporeo e che servono a definire con maggiore precisione la composizione corporea e la distribuzione del tessuto adiposo. Queste misurazioni rientrano in parte nella misurazione delle circonferenze corporee o delle pliche cutanee, e diventano più accurate con l’utilizzo di metodiche quali l’impedenza bioelettrica, principio fisico sfruttato dalle tecniche di bioimpedenziometria per l’analisi della composizione corporea.

 

COMPOSIZIONE CORPOREA  Nutrizionista a Roma

Come si è ben compreso il peso corporeo o il BMI non ci forniscono indicazioni precise sulla quantità di massa muscolare o di tessuto adiposo di un soggetto. Ad esempio gli atleti possono risultare in sovrappeso perchè presentano una quantità di tessuto muscolare maggiore e ossa più dense ma hanno quantità ridotte di tessuto adiposo. Al contrario molte persone possono avere un peso corporeo adeguato ma presentare una quantità di tessuto adiposo eccessiva che comunque non si correla mai ad un buono stato di salute.

 

 

Obesità centrale

 

La quantità eccessiva di grasso corporeo può sicuramente influenzare il nostro stato di salute, ma non solo, anche la sua distribuzione nel corpo può essere un fattore di rischio, ad esempio per molte patologie cardiovascolari. Una eccessiva distribuzione di grasso viscerale a livello dell’addome viene indicata come Obesità centrale. Questa condizione risulta un importante fattore di rischio per l’insorgenza di malattie cardiache, tumori, diabete, etc., indipendentemente dal valore del peso corporeo o del BMI. Una possibile spiegazione del fatto che una quantità eccessiva di grasso a livello addominale può aumentare il rischio di malattia è legato alla liberazione da parte del tessuto adiposo di adipochine, particolari sostanze che servono a regolare i livelli di infiammazione. Nell’ obesità centrale si assiste ad un disequilibrio delle adipochine, in favore delle forme che inducono infiammazione e resistenza insulinica dei tessuti (incapacità delle cellule di rispondere al segnale dell’insulina, rilasciata dopo un pasto). La conseguente infiammazione cronica e la resistenza all’insulina contribuiscono ad aumentare il rischio di insorgenza di Diabete, aterosclerosi, ed altre malattie metaboliche croniche. La resistenza insulinica inoltre è una caratteristica centrale della sindrome metabolica. Il grasso viscerale è alla base della obesità centrale, e concorre a determinare la morfologia corporea; ad esempio una prevalenza di tessuto adiposo viscerale a livello dell’addome è tipico dei soggetti con una conformazione a “mela”, mentre una distribuzione del grasso intorno ai fianchi e alle cosce (indicata come Obesità periferica) è tipico della conformazione a “pera”. Un aumento del grasso viscerale è comune nelle donne dopo la menopausa, e ancor più negli uomini. Anche quando il grasso corporeo totale è simile, gli uomini tendono ad avere più grasso viscerale rispetto alle donne in premenopausa o postmenopausa. Per le donne con un maggior grasso viscerale il rischio di sviluppare una patologia cardiovascolare è maggiore, così come per gli uomini. È interessante notare che i fumatori tendono ad avere più grasso viscerale rispetto ai non fumatori, anche se presentano un BMI più basso. Altri fattori che possono influenzare la distribuzione del grasso corporeo sono l’assunzione di alcol e l’attività fisica. Un consumo moderato-alto di alcol può favorire l’obesità centrale, al contrario praticare regolarmente attività fisica previene l’accumulo di grasso addominale.

 

COME VALUTARE LA COMPOSIZIONE CORPOREA  Analisi della composizione corporea Roma

Esistono diversi modi per valutare la nostra composizione corporea e la distribuzione del tessuto adiposo. Come già ampiamente detto il peso corporeo da solo non è in grado di fornirci indicazioni precise sulla nostra composizione corporea e sul rischio di malattia associato alla distribuzione del tessuto adiposo e dei liquidi. Pertanto si ricorre a delle misurazione più precise del semplice peso corporeo. In primo luogo si valutano le circonferenze corporee, tra cui di fondamentale importanza vi è la circonferenza addominale, che permette di valutare un rischio di malattia associato alla distribuzione del grasso addominale.

 

Valori della circonferenza addominale superiori a 102 cm negli uomini e 88 cm nelle donne si associano ad un rischio aumentato di sviluppare patologie metaboliche e cardiovascolari.

 

Un’ altra tecnica che permette di valutare la distribuzione del grasso corporeo è la misurazione delle pliche cutanee, queste sono dei particolari punti di repere della cute che consentono di stimare con una certa precisione quanto tessuto adiposo è presente e dove è maggiormente localizzato. Questa tecnica tuttavia è legata alla esperienza del nutrizionista, quindi spesso può non essere precisa. Una tecnica decisamente più precisa per valutare la composizione corporea è la Bioimpedenziometria, basata su un esame non invasivo, in cui una debole corrente viene fatta passare attraverso il corpo del paziente. Il Bioimpedenziometro sarà in grado di fornire in modo preciso la distribuzione in Kg e % delle varie componenti corporee, quindi di valutare la quantità e la distribuzione del tessuto adiposo, del tessuto muscorale, della massa magra in generale e della distribuzione dei fluidi e degli elettroliti (SCOPRI DI PIU’). Questo permette di monitorare nel tempo il miglioramento della composizione corporea che è strettamente correlata allo stato di salute, indipendentemente dal peso.

 

Quanto grasso dovremmo avere?

 

Spesso ci si chiede quanto sia la quanttà opportuna di tessuto adiposo, considerando che il grasso ha comunque una funzione non solo di riserva energetica, ma anche protettiva, termoregolatrice e svolge un compito fondamentale nella produzione degli ormoni di natura steroidea, come estrogeni e testosterone. In genere la % di tessuto adiposo negli uomini si dovrebbe aggirare intorno al 18-24 %, mentre nelle donne può variare dal 22 al 28 %. La condizione è ben diversa per gli atleti, dove a seconda della disciplina sportiva praticata, la percetuale di tessuto adiposo negli uomini si aggira intorno al 8-12 % mentre per le donne atlete intorno al 15-20 % .

 

 

Dott.ssa Maria Antonietta Vigorito

Biologa e Nutrizionista a Roma

( Ricevo presso gli studi di Roma in zona: Corso Trieste, Quartiere Trieste, Sant’Agnese Annibaliano, Quartiere Africano, Viale Libia, Piazza Bologna, Tiburtina, Quartiere Talenti Montesacro).