Patologie della tiroide e dieta

Negli ultimi anni è stato dimostrato che le patologie della tiroide sono il maggiore problema della società moderna e vengono classificate come malattie della civilizzazione. Tra le patologie della tiroide, le più diffuse sono le patologie da ipofunzione tiroidea e le malattie autoimmuni, le ultime causate da un’anomala risposta immunitaria a componenti presenti nella tiroide. Le più comuni patologie della tiroide da autoimmunità sono il Morbo di Graves-Basedow e la malattia di Hashimoto. La Tiroidite di Hashimoto è la principale causa di ipofunzione della tiroide.

 

Tra le funzioni principali della tiroide vi è il controllo dei metabolismi cellulari per cui spesso le patologie della tiroide e la dieta sono correlate. Con le opportune indicazioni la dieta può diventare un utile strumento per la gestione delle patologie della tiroide. Nei soggetti con disfunzioni della tiroide è dunque importante valutare lo stato nutrizionale, ricorrendo alla rilevazione dei parametri antropomentrici, biochimici e psicologici.

 

I soggetti con ipotiroidismo sono spesso obesi, mentre quelli con ipertiroidismo mostrano invece una rapida riduzione del peso corporeo. La causa dell’obesità nell’ipotiroidismo è legata alle alterazioni dell’azione degli ormoni tiroidei, e la terapia ormonale con levotiroxina riporta alla riduzione, fino alla normalizzazione del peso. Oltre all’effetto sul peso corporeo le patologie della tiroide sono associate ad alterazioni del metabolismo del glucosio e aumentano il rischio di diabete sia di tipo 1 che di tipo 2. D’altro canto la malnutrizione o la presenza di carenze nutrizionali possono essere causa di disturbi della tiroide.

 

Carenze di alcuni nutrienti come iodio, ferro, selenio, zinco, possono influire sulla funzione della tiroide. La carenza di altri elementi, che spesso si trova nei soggetti con disfunzione tiroidea, può essere il deficit di vitamine quali vitamine A, B6, B5, B1 e deficit di sali minerali (fosforo, magnesio, potassio, sodio, cromo). Una dieta appropriata, che tenga conto della corretta assunzione di tutti i nutrienti necessari, può ridurre i sintomi di alcune patologie tiroidee, così come consentire il mantenimento del peso ideale, per prevenire la comparsa di malnutrizione per eccesso o per difetto.

 

È importante quindi la scelta accurata di alimenti che possano migliorare l’attività della tiroide, riducendo invece tutti quegli elementi (cibi, integratori alimentari, additivi) che possono alterare la funzione della tiroide. Tra gli integratori che possono compromettere la funzione della tiroide troviamo gli integratori di ferro e di calcio, alcuni farmaci utilizzati per ridurre la colesterolemia, prodotti che contengono allumina e la farina di soia.

 

Tra gli alimenti da ridurre troviamo: le crucifere ovvero cavoli, cavolfiori, verze, broccoli, la soia, le patate dolci, il miglio, e molti altri. Questi alimenti contengono gozzigeni naturali che trattengono lo iodio introdotto con gli alimenti (ovvero sono sostanze prodotte dell’idrolisi dei glucosinolati, quali tiocianati, isotiocianati e goitrine), questi composti interferiscono con la sintesi degli ormoni tiroidei e compromettono la funzionalità della tiroide. Anche se la cottura di questi alimenti riduce l’effetto delle sostanze gozzigene è sempre consigliato limitarne l’assunzione. Inoltre nei casi di ipofunzione della tiroide è consigliato ridurre il consumo di alimenti ricchi di grassi saturi, le carni rosse, alimenti ricchi di zuccheri semplici o di sale, le uova e gli alimenti che contengono nitriti e nitrati, come alcuni affettati.

 

Gli alimenti che invece promuovono la funzione della tiroide sono: il pesce e le alghe, radicchio, barbabietola, alcuni frutti come la banana. 

 

È opportuno ricordare che in alcuni casi una corretta alimentazione, così come una adeguata integrazione di iodio e selenio possono risultare utili nel supportare diverse condizioni patologiche a carico della tiroide.